Il mondo è col fiato sospeso. Fonti della Difesa americana confermano che la macchina da guerra degli Stati Uniti si è messa in moto: un'invasione militare di Cuba è considerata questione di ore.
Dopo mesi di asfissiante blocco energetico che hanno messo in ginocchio l'isola, lasciando milioni di cittadini al buio e senza carburante, la Casa Bianca ha rotto gli indugi. L'amministrazione Trump, che ha già dichiarato lo stato di emergenza nazionale bollando L'Avana come una "minaccia immediata alla sicurezza degli Stati Uniti", ha lanciato l'ultimatum finale al governo di Miguel Díaz-Canel: "Trovate un accordo per il cambio di regime prima che sia troppo tardi".
Navi da guerra nel Mar dei Caraibi: Scatta l'allarme rosso
Rapporti di intelligence confermano movimenti massicci nel perimetro navale intorno all'isola. Cacciatorpediniere e unità anfibie statunitensi si stanno posizionando strategicamente, mentre i media internazionali parlano apertamente di "fabbricazione del consenso per l'invasione" ormai completata.
Dall'altra parte del filo spinato, il governo cubano condanna quello che definisce un tentativo brutale di "ricolonizzazione dell'emisfero" e ha proclamato la mobilitazione generale. Le strade dell'Avana, già spettrali per i continui blackout totali, si stanno riempiendo di mezzi militari.
Il mondo trema davanti al conflitto
Mentre l'Internazionale Progressista lancia un appello globale disperato — "Giù le mani da Cuba" —, il Pentagono mantiene il massimo riserbo sulle coordinate dei primi strike cinetici, ma gli analisti non hanno dubbi: se la trattativa diplomatica della disperazione dovesse fallire nelle prossime ore, assisteremo alla più grande operazione militare a pochi chilometri dalle coste della Florida dagli anni della Guerra Fredda.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE: I cieli sopra il Golfo del Messico sono stati dichiarati No-Fly Zone. La linea rossa è stata superata.
