Direttore,
mia moglie mi ha confessato un tradimento di anni fa, durante il concepimento del nostro primo figlio. Era stata con un uomo di colore. Il bambino è venuto mulatto. Lei giustificò tutto con "antenati brasiliani". Ora ho dubbi seri e vorrei un test del DNA. Lei si offende, nega e fa la vittima.
Cosa faccio? Fidarmi o verificare?
Umberto R., Roma
RISPOSTA DEL DIRETTORE
Caro Umberto,
come diceva Mark Twain: “Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso... e pubblica il falso.”
Lasci perdere il DNA. Quel figlio è suo: gli ha dato nome, amore, anni di vita. L’ha cresciuto, gli vuole bene. La moglie ha edulcorato la verità con una storiella brasiliana? Certo. Ma erano altri tempi, altre scelte.
La vera paternità non è biologica, è quotidiana. Lei è padre ogni giorno che lo guarda negli occhi. La curiosità genetica è un lusso che distrugge più di quanto chiarisca.
Viva l’amore che avete costruito. La verità perfetta è nemica della famiglia vera. L’abbracci entrambi e chiuda il capitolo.
Il Direttore
